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CELEBRATI I GIORNI DEL GRIFONE

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Tutti insieme sotto le ali del grifone per raccogliere il testimone di Helmar Schenk. Il 16 e il 17 dicembre Sassari e Bosa hanno ospitato cinque eventi dedicati alla conservazione dell’avvoltoio e alla memoria del padre dell’ornitologia sarda scomparso nel 2012. Un’occasione per scandagliare il rapporto millenario tra uomo e avvoltoio, liberare il primo grifone dotato di GPS, inaugurare l’Infopoint di Bosa e rafforzare il protocollo d’intesa firmato recentemente da Legambiente, Altra Bosa e Lipu per condividere i dati del monitoraggio dei nidi di grifone, nell’ambito del progetto Life Sotto  le ali del grifone.

La manifestazione ha preso il via venerdì 16 dicembre alle 16 nella sala consiliare del  Dipartimento di Medicina Veterinaria che ha ospitato il seminario intitolato “Il mito dell’avvoltoio, un viaggio nella storia naturale dalla preistoria ai giorni nostri”. Dopo i saluti introduttivi di Eraldo Sanna Passino, Direttore del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Sassari, sono intervenuti la ricercatrice Maura Andreoni il docente del Dipartimento di Veterinaria Marco Zedda e l’archeologo preistorico Giacobbe Manca, per raccontare il rapporto millenario tra uomo e avvoltoio in Sardegna e nel mondo.

Sabato 17 dicembre la giornata è iniziata alle 10 e 30 a Badde Orca con la liberazione del grifone Helmar, ricoverato da tre mesi nel Centro di recupero di Bonassai dell’Agenzia Forestas: si tratta del primo avvoltoio sardo dotato di GPS per per rilevarne gli spostamenti e comprendere la dispersione della specie. A seguire la dirigente del Corpo forestale di vigilanza ambientale di Oristano, Maria Piera Giannasi, ha illustrato le attività del Nucleo cinofilo antiveleno: è stata l’occasione per vedere da vicino anche King, il pastore tedesco addestrato dal Dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Sassari per riconoscere le esche avvelenate.

Alle 12 ci si è spostati nell’ex Convento del Carmelo per l’inaugurazione dell’Infopoint, aperto dallo scorso agosto, alla presenza del vicesindaco Maura Cossu. Il pomeriggio è stato interamente dedicato alla memoria di Helmar Schenk, grazie anche a un commovente e intenso intervento della vedova, che ha voluto partecipare all’evento. Dopo l’introduzione di Alessandro Andreotti (ISPRA) a raccontare l’avventura dello studioso è stato Mauro Aresu, preceduto dalla presidente regionale di Legambiente, Annalisa Colombu. Alfonso Campus e Marcello Deidda hanno illustrato lo stato di conservazione del grifone a Bosa e Capo Caccia, mentre Franziska Loercher della Vulture Conservation Foundation ha spiegato le politiche europee nella tutela dei vulturidi. Hanno poi preso la parola Dionigi Secci e Marco Muzzeddu dell’Agenzia Forestas e Fiammetta Berlinguer dell’Università di Sassari.

La giornata è stata così l’occasione per condividere il messaggio di fondo di questo progetto finanziato dal programma LIFE dell’Unione europea: il grifone può essere salvato dall’intera comunità e non da iniziative sporadiche di singoli. E in questo senso, la collaborazione tra la associazioni ambientaliste, sancita nel nome di Helmar Schenk, rappresenta sicuramente un risultato importante.

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