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Piccoli, invisibili, amici.

Cucciolo di Volpe

Chi di noi almeno una volta non si è imbattuto, durante una passeggiata in campagna, in un animale selvatico; il più delle volte questo ci ha visti molto prima di quando noi abbiamo visto lui, e quindi ha già provveduto a mantenersi a distanza di sicurezza. Gli incontri sono sempre fugaci e generalmente ci provocano delle emozioni. Volpi, lepri, ricci, civette, gufi, sono animali che normalmente fanno parte della nostra fauna selvatica e popolano le campagne anche a ridosso dei centri abitati. Ma sono difficili da vedere, perché hanno delle abitudini per lo più crepuscolari e notturne, questo è il momento della loro giornata in cui si muovono per andare a caccia. Purtroppo è facile vedere sulle strade la mattina i corpi senza vita di questi mammiferi, specie volpi e ricci, che rimangono vittime di incidenti.

La credenza popolare ha attribuito nei secoli tutta una serie di virtù e difetti ai nostri amici selvatici, sono nate così molte leggende, favole e detti che si sono tramandati fino ai  giorni nostri.

La celebre furbizia della volpe è nota e raccontata da tutti, appartenente alla famiglia dei canidi essa è un animale bellissimo e dall’aspetto simpatico, è protagonista di tantissime favole ed era mal vista dai contadini perché entrava furtiva nei pollai, per prelevare qualche gallina; famose le volpi delle favole di Esopo, quella con la pancia piena, e quella che non arrivava all’uva, di questa favola Pirandello ebbe a dire: “Avete voi riso della favola della volpe e dell’uva? Io no, mai! Perché nessuna saggezza mi è apparsa più saggia di questa, che insegna a guarir d’ogni voglia disprezzandola”.

Eppure il padre dell’Etologia Konrad Lorenz non la considera più furba e intelligente del lupo o del cane.

Un altro simpatico mammifero che capita di vedere nelle sere d’estate è il riccio, il timido e mansueto riccio di campagna, se vi è capitato di vederlo da molto vicino, per paura, si appallottola tutto mostrando solo gli aculei appuntiti e durissimi; quando si tranquillizza però si apre al mondo esterno, allora potrete ammirare i suoi occhietti neri e vivaci e il suo pancino morbido e liscio. In passato il riccio era considerato una vera prelibatezza le sue carni tenere venivano cucinate al sugo e a detta di chi lo ha mangiato è una vera delizia. E’ onnivoro e la sua dieta è costituita da insetti, lumache, uova e vari vegetali; in autunno va in letargo che dura fino alla primavera. Esso è ora un animale protetto e quindi non può essere ucciso a scopo alimentare ne tantomeno cacciato o allevato, va solo lasciato libero alla sua vita e al suo destino.

Naturalmente non mancano le credenze popolari che attribuiscono agli animali poteri negativi o la capacità di attirare disgrazie, è il caso della civetta; sarà per le sue abitudini notturne, sarà per quel verso stridulo e ripetitivo che rompe il silenzio della notte, fatto sta che nella tradizione popolare la civetta detta anche “uccello del malaugurio” ha rappresentato da sempre il simbolo della sfortuna, si credeva che il suo canto attirasse la morte; in Grecia invece questo animale veniva associato alla Dea Atena, da qui il nome scientifico (Athene noctus) pertanto, in quei luoghi, è da sempre vista come simbolo di fortuna, sapienza e saggezza. Insomma paese che vai…. per me è uno splendido animale molto utile perché contribuisce a mantenere l’equilibrio ecologico in quanto è uno spietato cacciatore di roditori.

Che dire della lepre? Questa è sempre pronta a darsela a gambe perché è una preda molto ambita tanto dalla volpe quanto dall’uomo sempre pronto a cacciarla per renderla protagonista di gustose ricette. Insieme al riccio la troviamo in una favola della tradizione popolare Pugliese e da sempre è considerata simbolo di fertilità e nuova vita, probabilmente per la sua capacità di procreare, per la sua velocità e la dote di spiccare grandi balzi. E’ un mammifero molto diffuso, creduto erroneamente, per così dire, la versione selvatica del coniglio ma non è così, sono due specie diverse. E’ attiva prevalentemente all’alba e al tramonto in quelle ore che tradizionalmente sono associate al regno del mistero, e proprio per tale motivo viene spesso considerata un animale capace di condurre una persona che la segua in un mondo incantato e misterioso; del resto è quello che capito ad “Alice nel paese delle meraviglie” che seguendo una lepre si ritrovò in quel mondo di avventure.

 

La visione antropocentrica dell’uomo ha nei secoli attribuito agli animali doti e poteri che assolutamente non hanno, gli animali non sono né buoni né cattivi, semplicemente “sono”. La loro esistenza non ha alcuna influenza sulla nostra, non quanto, purtroppo, ne abbiamo noi umani sulla loro.

Il grande Konrad Lorenz scrisse nel suo libro l’ anello di re Salomone: “E’ strana la cieca fiducia con cui si dà credito ai proverbi, anche quando sono assolutamente falsi o ingannevoli”.

Non posso che essere d’accordo con Lui.

 

Luigi De Vivo   Biologo, Fotografo naturalista

www.luigidevivo.com

 

11 thoughts on “Piccoli, invisibili, amici.

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