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Falchi in città

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 Il Grillaio, Piccolo rapace che  in primavera ama nidificare negli anfratti delle vecchie case, nei paesi delle  regioni mediterranee.

La primavera, si sa, è la stagione del risveglio delle natura, dopo la pausa invernale gli animali sono tutti presi dai rituali di corteggiamento, la costruzione dei nidi e delle tane, l’accoppiamento e poi le cure parentali dei cuccioli; è il miracolo della vita naturale che si perpetua. Se facciamo una passeggiata nel bosco o comunque all’aperto, lontani dal traffico urbano, avremo subito la percezione della vita che si risveglia: i colori ed i suoni della natura ce lo ricorderanno, i fiori e le essenze spandono nell’aria i loro aromi e intorno è tutto un brulicare di vita: insetti, uccelli, mammiferi, basta avere gli occhi e il cuore per saper osservare. Anche le nostre città tuttavia sono interessate al fenomeno, tra le varie specie che popolano i centri abitati una in particolare merita la nostra attenzione; si tratta di un piccolo rapace che ha scelto proprio i centri abitati per  nidificare, sto parlando del Grillaio  (Falco Naumanni), un  falco che ha trovato il proprio habitat ideale nei centri storici delle cittadine del sud Italia, specie in Basilicata e Puglia, con Matera prima fra tutte quanto a numero di esemplari nidificanti. Sono proprio tutti quei numerosi buchi e anfratti tipici delle vecchie case che attraggono i grillai, i quali, dopo aver svernato nell’Africa sub Sahariana, giungono da noi intorno marzo aprile e rimangono a farci compagnia fino alla fine dell’estate dopo aver concluso il loro ciclo riproduttivo,  che prevede la costruzione del nido nelle cavità dei muri o sotto i tetti, la deposizione delle uova tra maggio e la prima metà di giugno e l’allevamento di tre o quattro pulli. I giovani nati poi, si involano nel mese di luglio. Che  siano arrivati lo si capisce dal fatto che se prestiamo attenzione e orecchio sentiremo il loro inconfondibile verso: un acuto e penetrante ki ki ki ki  Sono animali gregari,  cacciano in gruppo e nidificano in colonie, presentano uno spiccato dimorfismo sessuale, con il maschio notevolmente più colorato della femmina; la femmina però pur essendo meno vistosa è  leggermente più grande del maschio, ha un’apertura alare che può arrivare anche a 70 cm. Il maschio presenta una bellissima colorazione, il petto è molto punteggiato e striato, la parte superiore delle ali è bruno rossiccia, e la testa di un bel colore azzurro-grigio, le zampe sono gialle. La muta inizia in primavera e viene sospesa nel periodo della migrazione, per poi riprendere in autunno nelle zone di svernamento. Amano cacciare in spazi aperti come, appunto, la pseudosteppa mediterranea quale è  la murgia o  pianure,  praterie, pascoli, campi coltivati, a quote in genere non superiori agli 800 metri. le loro prede sono costituite da lucertole, piccoli roditori, insetti come grilli, cicale o cavallette; che forniscono le risorse alimentari necessarie alla specie durante tutta la stagione riproduttiva. Ha una tecnica di caccia particolare: non appena individua la preda rimane fermo a mezzaria battendo le ali per un po’, per poi lanciarsi in picchiata per ghermirla, questo atteggiamento è chiamato hovering o spirito santo.

Questo piccolo rapace si è perfettamente adattato all’ambiente fortemente antropizzato, come ovviamente è un centro abitato, non sembra essere disturbato dai rumori e dal traffico tipico dei centri urbani, rappresentando così un meraviglioso esempio di convivenza pacifica tra animali selvatici e umani, in un perfetto connubio tra natura ed architettura.

Foto e testo di Luigi De Vivo

www.luigidevivo.com

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