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Le Gravine dell’arco ionico

Gravina di Laterza     Corvo Imperiale Falco NaumanniPoiana

Un Habitat particolare forgiato dalla forza degli elementi, dove è possibile riscontrare una biodiversità molto ampia con endemismi e rarità faunistiche e botaniche.

La Puglia , dal punto di vista geologico, costituisce un esteso affioramento dai mari del Mesozoico il cui fondo è costituito in gran parte da calcari di sedimentazione; questo affioramento rappresenta un frammento del super continente  Africano che si è evoluto durante il Cretaceo in condizioni climatiche sub tropicali con mare basso popolato da bivalvi ed invertebrati produttori di sedimenti carbonatici. Questo contesto geologico permette fenomeni di erosione che coinvolgono le parti più alte delle Murge, che si presentano modellate da profonde incisioni simili a graffi, queste formazioni in Puglia si chiamano Gravine.

Esse sono dunque delle imponenti incisioni carsiche che interessano i terrazzamenti calcarei degli altopiani delle Murge, che degradano verso il golfo di Taranto; esse hanno avuto origine circa 120.000 anni fa, e sono state modellate dalle acque meteoriche e di falda, nonché da preistorici fiumi. Si presentano attualmente ai nostri occhi come dei canyons più o meno profondi in cui la vegetazione molto ricca costituisce delle  fitocenosi tipiche non solo del clima mediterraneo, ma anche di ambienti montani a causa del fenomeno dell’inversione termica che si rinviene sul fondo delle gravine.

La flora è rappresentata dal fragno, dal leccio, dalla roverella, dall’orniello, dal carpino nero, il carpino bianco, e il frassino meridionale sul fondo.

Le gravine hanno assunto una grande importanza sia per la flora che per la fauna in quanto le particolari condizioni fisiche favoriscono la formazione di molte nicchie ecologiche in cui si insediano flora e fauna che provengono dai più disparati habitat, grazie al fatto che la Puglia ebbe nel Miocene collegamenti con la placca continentale che favorì la migrazione di specie dai Balcani e dall’Egeo.

Le più importanti gravine che si affacciano sul cosiddetto arco ionico, sono quelle di Laterza, la più grande e selvaggia, Castellaneta, Ginosa, Statte, Palagiano, Grottaglie; tutti centri in provincia di Taranto, la maggior parte delle gravine conservano al loro interno importanti testimonianze della presenza umana, che le ha usate non solo per  svolgere l’attività della pastorizia, ma anche come rifugi abitativi ricavati dagli anfratti nella pietra calcarea, o appositamente costruiti.

La fauna delle gravine possiede un’importanza che supera i confini regionali e nazionali, per la presenza di specie aviarie quali il lanario, il Grillaio, il biancone, il gufo reale,  Gli ambienti rupicoli ospitano il passero solitario, la ghiandaia marina, il corvo imperiale, la monachella, lo zigolo capinero.

Una menzione a parete la meritano il Capovaccaio, con accertate presenze,

Capovaccaio

E la Cicogna nera nidificante da quache anno.           Cicogna nera in volo

 

(Luigi De Vivo)

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