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Il Mignattaio

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Appartenente all’ordine dei Ciconiformes, famiglia Threskiornithidae (la stessa della spatola con cui spesso condivide l’habitat), il suo nome scientifico è Plegadis falcinellum. E’ una specie particolarmente protetta dalla direttiva uccelli. Il suo areale di distribuzione comprende buona parte delle regioni sud-orientali Europee, ma storicamente il suo habitat  è più ampio spingendosi fino alla Francia e la Spagna. Ma nel corso di tutto il secolo scorso, la sua presenza in queste ultime regioni si è andata via via contraendo.

Attualmente il mignattaio è da considerarsi una specie molto rara, che in Italia presenta popolazioni nidificanti se pur ridotte e localizzate solo nel delta del Po e le valli di Comacchio. In Lombardia, Toscana, Piemonte, Sicilia e Sardegna invece è presente in maniera più rada e si assiste a fenomeni di estinzioni locali.

Dal punto di vista evolutivo questa specie ha sviluppato una caratteristica che salta subito all’occhio, un lungo becco ricurvo all’ingiù adattato alla ricerca del cibo in ambienti palustri con acque basse. Tra le sue prede preferite ci sono invertebrati, piccoli pesci, anfibi.

La primavera è il periodo dell’anno in cui e più facile vedere il mignattaio di passo, anche se sono documentati individui svernanti in Sardegna.

Un’altra peculiarità che rende il mignattaio particolarmente attraente è il colore del suo piumaggio, di un bel rosso ruggine ma con tante sfumature che risaltano alla luce del sole e conferiscono alle piume vari colori in  un gioco di riflessi che si confondo con quelli dell’acqua, altro adattamento che permette all’animale di ben mimetizzarsi nella palude.

Gli esemplari qui ripresi sono stati avvistati a punta della contessa sul litorale adriatico nei pressi di Brindisi in Puglia.

 

Luigi De Vivo

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