You are here
Home > Dai Soci > Giovanni Spinella > Neist Point Lighthouse, là dove volano i Fulmari

Neist Point Lighthouse, là dove volano i Fulmari

Neist Point Lighthouse, là dove volano i Fulmari

 

Il forte vento e la copiosa pioggia sembra vogliano avvisare: questo luogo non é per tutti. Tale é l’atmosfera che ha accolto me e i miei compagni di viaggio giunti in auto a destinazione. La fine della strada sterrata si  allarga lievemente formando una sorta di parcheggio e da qui, si accede, infine, al sentiero che conduce al famoso Neist point sia le caratteristiche ambientali delle terre scozzesi, sia la fauna che la popolano. Ed é proprio questa atmosfera, questa essenza percepibile nell’aria che spinge a ignorare le condizioni meteorologiche e ad andare a visitare comunque il luogo, il richiamo é davvero irresistibile.

IMG_2260

Paesaggi lungo la via per Neist Point         DSLR, 10-20 F3.5 , 1/400 f14 Iso 640

 

La vettura di un altro escursionista di provenienza sconosciuta si impantana a bordo strada, rimanendo con una ruota sospesa e perdiamo una buona mezz’ora in suo aiuto, escogitando il sistema per dare grip allo pneumatico; con palese gratitudine, l’escursionista finalmente svincola la sua vettura. Con tutta probabilità, lo sventurato viaggiatore ha ripercorso mentalmente  la single track road che lo ha portato sin qui, lungo il caratteristico tragitto tra piccole casette singole, soavemente sperdute tra gli innumerevoli corsi d’acqua e le verdi colline. Anche questo contrattempo, dal canto nostro,  pare un ulteriore monito a desistere dal visitare il luogo, ma lo ignoriamo deliberatamente.

Finalmente inizia la camminata e da subito, appena superato il crinale, si apre uno splendido scenario che porta lo sguardo gettarsi sul canale (the Minch) che separa l’isola di Skye dalle Isole Harris e North Uist nell’arcipelago delle Ebridi esterne, il tutto proiettato lungo la lingua di terra chiamata appunto Neist point; se si segue con lo sguardo la costa verso sud, invece, si gode una prospettiva di grande profondità, con alte cascate che si buttano a capofitto dagli altipiani direttamente nel mare. I Culbianchi si susseguono in continuazione, tra gli ovini che pascolano beatamente indifferenti alle raffiche di vento. Il sentiero, come un filo, cuce il soffice tappeto erboso e ci conduce sul fianco di una meravigliosa falesia ed é qui che la magia del luogo prende vita, diventa frizzante e fa esplodere quella viscerale adrenalina che solo l’avifauna marina é capace di provocare.

Abbandoniamo temporaneamente il sentiero per attraversare il pendio erboso che si interrompe bruscamente sul precipizio della falesia, é in questo preciso punto, in questo istante,  che il cuore sale in gola, il contatto profondo con la natura si concretizza e gli occhi sgranano come non mai. Dalla parete a picco, difatti, si staglia nel cielo la sagoma inconfondibile di un Fulmaro, indomito e impassibile nel gestire le raffiche di vento; é solo il primo dei tanti individui, é luglio e la nidificazione di molte specie é nel pieno della sua fase attiva.

IMG_2349

Fulmaro         DSLR, 100-400mm f/4.5-5.6L IS , 1/1600 f8 Iso 3200

 

Lo stupore dilaga e si amplifica quando ai nostri occhi si presenta tutta la parete rocciosa colonizzata da nidiate in fermento. In preda all’euforia, provocata dalla grande magia di questo incontro tanto desiderato, cerco la migliore condizione per godermi pienamente l’osservazione e tra uno scatto fotografico  e l’altro ne studio il volo, il comportamento, le cure parentali che mette in pratica nei confronti dei pulli ancora in piume e inabili al volo. Trovo che sia un animale fantastico il Fulmaro, avvolto da un fascino  misterioso. Questa magia inebriante racconta di animali partiparticolari, che vivono la maggior parte della loro vita in alto mare percorrendo distanze indicibili con caparbietà e assoluta disinvoltura, rraggiungendo difatti l’Islanda, i Paesi Scandinavi, la Groenlandia e addirittura il Canada come    testimoniano i dati delle varie ricatture di individui inanellati; si tratta di uccelli pelagici, appunto, e il loro contatto con la “terra” ha come scopo esclusivo quello di permetterne la nidificazione.

IMG_2481

Fulmaro su parete        DSLR, 100-400mm f/4.5-5.6L IS , 1/400 f8 Iso 1250

 

Durante  questo periodo il Fulmaro esegue spettacolari voli paralleli alle pareti rocciose verticali alternati da voli radenti sulla superficie dell’acqua. L’alimentazione del Fulmarus glacialis, usando la sua esatta denominazione scientifica, comprende pesci, calamari, zooplancton, frattaglie derivanti dalla pesca,  resti di balene e carogne trovate in mare; arriva ad immergersi per qualche metro nel mare, nonostante provveda ad alimentarsi prevalentemente sulla sua superficie, motivo per cui risente fortemente del pericolo di ingestione di rifiuti plastici che vagano trasportati dalle correnti marine. Malgrado ciò, da svariati anni, la popolazione europea di Fulmari, registra un sensibile incremento, probabilmente dovuto alle variazioni climatiche planetarie. L’osservazione dell’ambiente circostante ci delizia e ci conquista: oltre ai Fulmari, vi sono una moltitudine di Gabbiani tridattili, Urie, Urie nere, Marangoni dal ciuffo, Mugnaiacci, Gabbiani reali nordici, Beccacce di mare e le vivacissime Sule che continuamente sorvolano il mare e, di tanto in tanto, mostrano le loro acrobazie di pesca. Si possono osservare  anche Gazze marine e Pulcinella di mare, e non solo: vivono in questi luoghi cetacei e mammiferi marini che però, purtroppo per noi, non si sono resi visibili, lasciandoci in balia di una vana speranza.

IMG_2567

Gabbiani tridattili         DSLR, 100-400mm f/4.5-5.6L IS , 1/1600 f8 Iso 1000

 

Viaggiare significa anche percepire con maggiore consapevolezza il proprio paese e imparare, così, ad apprezzarlo ancor di più  e questa considerazione si intensifica riflettendo sui contatti nostrani con le medesime  specie  osservate durante il nostro viaggio, cche assumono inevitabilmente un valore ancora più profondo. Osservare una Sula al largo delle coste italiane significa creare un contatto naturale con il nord Europa, significa capire che quel momento é prezioso e che quella presenza é speciale.

IMG_2404

Il promontorio di Neist Point         DSLR, 10-20 F3.5 , 1/250 f14 Iso 640

 

Ebbene si, il meteo si é reso più gentile, come se ci concedesse di  godere dello spettacolo davanti ai nostri insaziabili occhi, ma il vento sferza pesantemente e incessantemente sulla parete, il che rende ancora più formidabile la capacità adattativa di questi splendidi animali assolutamente incuranti di questo aspetto e che, senza indugiare costruiscono nidi su piccolissime nicchie a strapiombo sul mare, su inaccessibili cenge nude.Tutto ciò lascia attoniti ed è spontaneo domandarsi  “ma come diavolo non cadono le uova e i pulli in queste condizioni?”

IMG_2410

Uria nera        DSLR, 100-400mm f/4.5-5.6L IS , 1/1600 f8 Iso 3200

 

La falesia, in questo punto, é alta circa 50 m per poi scendere dolcemente verso il faro che poggia le sue fondamenta a  43 m sopra il livello del mare per proiettare la sua luce a  19 m più in alto e visibile fino a 24 miglia dalla costa.

IMG_2644

Neist Point Lighthouse DSLR, 10-20 F3.5 , 1/250 f14 Iso 640

 

Al di là della struttura del faro, si estende una piattaforma rocciosa basaltica molto singolare e caratteristica che ricorda il Selciato del gigante (Giant’s Causeway) della vicina Irlanda. La trama che questa piattaforma disegna é davvero intrigante e  invoglia a guardarla da ogni prospettiva possibile, diventandone irresistibilmente necessaria l’esplorazione.

IMG_2816

Neist Point Lighthouse sulla piattaforma basaltica   DSLR, 10-20 F3.5 , 1/100 f9 Iso 100

 

Mille vene, mille solchi, mille fenditure a testimonianza di intemperie perpetrate negli anni geologici; l’Oceano atlantico si  manifesta anche così, ostentando in svariati modi la sua forza e la sua grandezza, sembra infatti di toccare con mano la potenza intrinseca di questo spazio d’acqua che lambisce queste terre, come quelle dell’Islanda.

IMG_2270

Ovini a riposo nei pascoli   DSLR, 100-400mm f/4.5-5.6L IS , 1/1600 f8 Iso 1000

 

IMG_2635

Marangoni dal ciuffo      DSLR, 100-400mm f/4.5-5.6L IS , 1/1600 f8 Iso 3200

 

E’ ora di concludere il giro, l’emozione e l’adrenalina hanno accelerato irrimediabilmente la velocità di rotazione delle lancette dell’orologio; la dimensione del tempo è stata totalmente dimenticata durante tutta la giornata.

IMG_2296

Promontorio di Neist Point e  il canale The Minch  DSLR, 10-20 F3.5 , 1/200 f14 Iso 640

Si rientra con l’animo scosso da questa intensa full immersion naturalistica ed é per tale ragione che questo frammento di regione assume un valore così emblematico, un fine assaggio dei mari del nord, un’antiun’anticamera prima del circolo polare artico,  una finestra sul mondo visto dalla Scozia.

IMG_2357

Fulmaro         DSLR, 100-400mm f/4.5-5.6L IS , 1/1600 f8 Iso 3200

Lascia un commento

Top