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Ho incontrato un AMI

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Nel comune di Fordongianus, in provincia di Oristano (Sardegna), ad una altitudine di 45 mt s.l.m.,  vive un AMI, un Albero Monumentale d’Italia, censito dagli organi competenti e presente nel relativo elenco del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Agli Alberi Monumentali è attualmente garantita una precisa tutela di tipo paesaggistico.

 

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I criteri di attribuzione del carattere di monumentalità sono diversi, tra questi si ricordano:

  • a) pregio naturalistico legato all’età e alle dimensioni: aspetto strettamente legato alle peculiarità genetiche di ogni specie, ma anche alle condizioni ecologiche in cui si trovano a vivere i singoli esemplari di una specie.
  • b) pregio naturalistico legato a forma e portamento: la forma e il portamento delle piante è alla base del loro successo biologico e anche dell’importanza che ad essi è stata sempre attribuita dall’uomo nel corso della storia.
  • c) valore ecologico: è relativo alle presenze faunistiche che su di esso si insediano, con riferimento anche alla rarità delle specie coinvolte, al pericolo di estinzione ed al particolare habitat che ne garantisce l’esistenza.
  • d) pregio naturalistico legato alla rarità botanica: si riferisce alla rarità assoluta o relativa, in termini di specie ed entità intraspecifiche.

 

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L’albero che sono andata a visitare non è certamente un albero che sbalordisce per le dimensioni spettacolari… ci sono dei giganti della natura che lasciano letteralmente senza fiato! Ma è un esempio incredibile di tenacia e di forza naturale, a cui rendere onore.  Chinarmi ai suoi piedi, per fotografarlo verso l’alto, non è stata solo un’esigenza fotografica, ma un atto d’amore e di riconoscenza che partiva dal cuore. È stato un profondo senso di rispetto verso questo patriarca della natura che porta su di sé grosse ferite di una lunga esistenza combattuta e, ciononostante, vive ed è rigoglioso.

Per me, un autentico inno alla resilienza!

 

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è un Bagolaro (Celtis australis) plurisecolare, dell’altezza di circa 9 metri e con una circonferenza (misurata a 1 metro e 30 cm dal suolo) di 520 cm.

Vive in una pietraia ed “esibisce”, nel suo tronco e nella corteccia, alcuni sassi che ha incorporato durante la crescita. Le sue cavità offrono certamente rifugio ad animali.

In Sardegna dal legno del Bagolaro, tenace e flessibile, venivano costruiti i gioghi dei buoi, l’aratro e varie parti del carro e i suoi semi erano utilizzati per realizzare i rosari.

 

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Grazie alla potenza del suo apparato radicale, il Bagolaro si adatta a vivere anche in luoghi aridi e sassosi, tra i ruderi e le rovine, da ciò l’attribuzione del nome volgare di “spaccasassi”.

 

Caterina Mattana

 

 

 

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