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UN ACCESSORIO INDISPENSABILE: 
il cavalletto

testo di Daniele Marson

Per chi come me, piace fotografare in inverno, con ghiaccio e neve, esiste un problema riguardo ad un accessorio: il cavalletto. Indispensabile per quasi ogni foto, ma purtroppo di difficile trasporto .
Camminare per ore con il cavalletto in mano, anche con i guanti, non è comodo, specialmente quando fa freddo. Le mani gelate , rendono poi difficile l'uso della macchina fotografica.
Io ho risolto il problema, con pochissima spesa, rivolgendomi ad un negozio di caccia e pesca: esistono in commercio dei nastri adesivi, di materiale gommoso, che vengono utilizzati dai pescatori per avvolgere i manici delle loro canne da pesca.
Con questi nastri ho avvolto le gambe del mio cavalletto; così facendo, oltre a non gelarmi più le mani, ho reso il cavalletto di colore nero opaco (prima era di colore alluminio) rendendolo meno visibile soprattutto agli uccelli.
Un accorgimento semplice che però è risultato di grande utilità.

Queste modifiche, compresi i puntali regolabili, sono stati brevettati dalla Manfrotto e applicati sul modello mini-pro tripod 190 e sul triminor tripod 055.
Qui a fianco è raffigurato il 190 NAT, così chiamato, e da me provato. 

Vi descrivo in poche parole le caratteristiche: innanzitutto sono state verniciate le gambe principali di colore verde oliva, compresa la colonna centrale. A queste sono state applicate delle comode (meglio se fossero state più lunghe) impugnature antisdrucciolo e termoisolanti. Le sezioni scorrevoli sono di color nero.
La colonna centrale è diventata più lunga ma svitando semplicemente una vite la si può accorciare per sfruttare il basso angolo di ripresa con le gambe alla massima apertura.
La regolazione del bloccaggio delle gambe non è più a "vite" ma con levetta a tensione di bloccaggio regolabile, molto più comoda e veloce.
I piedini hanno un puntale in gomma avvitabile per permettere, qualora si operasse su terreni soffici, di far uscire un puntale in acciaio. A mio parere questo puntale in acciaio è troppo corto. Infatti su terreno muschioso o con manto ricoperto (ad esempio da Erica carnea), non sono sufficienti per una buona stabilità. Al mio cavalletto ho già apportato una modifica (come al "vecchio") prolungandoli con dei dadi lunghi 3 cm bloccati ad una barra filettata, appositamente tagliata e limata a misura. Questi puntali in caso di bisogno, vengono avvitati con facilità sul puntale già esistente.

Daniele Marson



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