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Mentre questo fotografo adopera esclusivamente il bianco e nero, lo svizzero Georg Gerster - un altro noto autore di fotografie aeree - si serve soprattutto del colore per produrre bellissimi tracciati grafici. Anche Mario Giacomelli documentò i segni del lavoro dell'uomo sulla terra, con bianconeri ai limiti dell'astrazione (ciclo "Presa di coscienza della natura").
Il microcosmo rimane tuttavia la fonte d'ispirazione più ricca per il fotografo. La natura è ricchissima di soggetti ma, per individuarli, sono necessarie buone doti di osservazione, una certa predisposizione alla creatività e, soprattutto, una ricerca lenta e riflessiva. Occorre infatti isolare da un realistico contesto generale una particolare frazione che, successivamente, costituirà l'immagine astratta. E' fondamentale quindi selezionare
"quel" rapporto di riproduzione, poiché l'immagine definitiva potrebbe emergere solo attraverso un determinato ingrandimento.
Per rendersi conto della grande varietà di composizioni astratte che si possono ottenere in natura, basta osservare attentamente da vicino le cortecce dei tronchi, le foglie, i fiori, le formazioni di ghiaccio, i minerali, le conchiglie, le penne degli uccelli … In tutti questi soggetti vi si noterà un'ampia gamma di tracce geometriche, di elaborate combinazioni cromatiche e formali - spesso a schema ripetitivo - d'intenso valore estetico.
La direzione ed il grado di diffusione della luce si rivelano elementi determinanti. Le geometrie create da ombre dense e nette, a loro volta originate da un'intensa illuminazione laterale, costituiscono composizioni di grande forza grafica. Tuttavia, in altri casi, la luce morbida ed avvolgente costituisce la soluzione più idonea. Tutto dipende dalla natura, dalla conformazione e dalla texture di superficie del soggetto interessato.
Dal punto di vista strettamente tecnico, vanno ovviamente applicate tecniche di ripresa ravvicinata. E' necessario quindi disporre di un obiettivo macro (meglio un macro-teleobiettivo sui 90-100mm) oppure di un medio teleobiettivo convenzionale munito di tubi di prolunga o di soffietto. Il treppiede risulta indispensabile per poter comporre con precisione ed adottare, eventualmente, valori di diaframma chiusi per estendere al massimo la profondità di campo.
Le immagini qui presentate testimoniano che la bellezza e la complessità degli organismi naturali vanno oltre le proprie manifestazioni prettamente conclamate, realistiche.
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