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Geometrie naturali
Testo e fotografie di Gianni C. Schinezos 
 
In quasi tutti i settori applicativi della fotografia, possiamo focalizzare due modus operandi che rappresentano gli estremi di un'ampia gamma di visioni espressive: la documentazione e la libera interpretazione. Riguardo alla natura, mentre alcuni soggetti si prestano solo a riprese razionali e rigorose, altri - soprattutto in determinate situazioni - consentono di sperimentare vie più personali e creative. Certo, è presupposto che il fotografo si senta in piena sintonia con l'universo naturale e sappia coglierne gli aspetti "intimi"

In questo breve scritto cercheremo di soffermarci sulle sfumature più minute della natura, esplorare l'area di confine tra documentazione ed interpretazione, tra realismo ed astrazione.

Sia ben inciso: tali fotografie non vanno create né con filtri modificatori d'immagine né attraverso elaborazioni digitali o tradizionali effettuate in camera oscura. Esse nascono da particolari peculiarità formali e strutturali del soggetto, amplificate eventualmente da un'illuminazione inconsueta o da accorgimenti tecnici in fase di ripresa. Tra questi ultimi interventi creativi, possiamo citare la profondità di campo (estesa o estremamente ridotta, a seconda dell'effetto finale desiderato), il tipo di composizione, il rapporto di riproduzione, il tempo di otturazione. Tutto avviene quindi senza intaccare in nessun modo la "sostanza" del soggetto. 

Gli studi astratti sono il risultato di un close-up oppure di una ripresa da lunga distanza. In quest'ultimo caso si tratta soprattutto di immagini eseguite da punti di vista sopraelevati o, addirittura, di aerofotografie vere e proprie. Un classico esempio di quest'ultima tipologia di riprese riguarda gli splendidi lavori di William Garnett, il quale interpreta in modo assolutamente astratto, quasi surrealista, il paesaggio rurale americano e l'ambiente del deserto.

 
 
Mentre questo fotografo adopera esclusivamente il bianco e nero, lo svizzero Georg Gerster - un altro noto autore di fotografie aeree - si serve soprattutto del colore per produrre bellissimi tracciati grafici. Anche Mario Giacomelli documentò i segni del lavoro dell'uomo sulla terra, con bianconeri ai limiti dell'astrazione (ciclo "Presa di coscienza della natura").

Il microcosmo rimane tuttavia la fonte d'ispirazione più ricca per il fotografo. La natura è ricchissima di soggetti ma, per individuarli, sono necessarie buone doti di osservazione, una certa predisposizione alla creatività e, soprattutto, una ricerca lenta e riflessiva. Occorre infatti isolare da un realistico contesto generale una particolare frazione che, successivamente, costituirà l'immagine astratta. E' fondamentale quindi selezionare "quel" rapporto di riproduzione, poiché l'immagine definitiva potrebbe emergere solo attraverso un determinato ingrandimento. 

Per rendersi conto della grande varietà di composizioni astratte che si possono ottenere in natura, basta osservare attentamente da vicino le cortecce dei tronchi, le foglie, i fiori, le formazioni di ghiaccio, i minerali, le conchiglie, le penne degli uccelli … In tutti questi soggetti vi si noterà un'ampia gamma di tracce geometriche, di elaborate combinazioni cromatiche e formali - spesso a schema ripetitivo - d'intenso valore estetico.

La direzione ed il grado di diffusione della luce si rivelano elementi determinanti. Le geometrie create da ombre dense e nette, a loro volta originate da un'intensa illuminazione laterale, costituiscono composizioni di grande forza grafica. Tuttavia, in altri casi, la luce morbida ed avvolgente costituisce la soluzione più idonea. Tutto dipende dalla natura, dalla conformazione e dalla texture di superficie del soggetto interessato. 

Dal punto di vista strettamente tecnico, vanno ovviamente applicate tecniche di ripresa ravvicinata. E' necessario quindi disporre di un obiettivo macro (meglio un macro-teleobiettivo sui 90-100mm) oppure di un medio teleobiettivo convenzionale munito di tubi di prolunga o di soffietto. Il treppiede risulta indispensabile per poter comporre con precisione ed adottare, eventualmente, valori di diaframma chiusi per estendere al massimo la profondità di campo.

Le immagini qui presentate testimoniano che la bellezza e la complessità degli organismi naturali vanno oltre le proprie manifestazioni prettamente conclamate, realistiche.

Gianni C. Schinezos

 

Tre ottimi libri fotografici sull'argomento

  • William Garnett "Aerial photographs", University of California Press

  • William Neill "By Nature's Design", Chronicle Books/Exploratium

  • Gary Braasch "Photographing the patterns of nature", Amphoto


 

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