| Il “lungo”,, sempre più perfetto
otticamente e disegnato anche per offrire il massimo comfort all’osservatore,
oggi raddoppia la sua funzione e diventa anche un potente teleobiettivo
ad altissima definizione per macchine reflex e digitali, facilissimo
da usare.
Il cannocchiali da osservazione delle migliori marche hanno raggiunto
ormai livelli di perfezione ottica e prestazioni eccezionali: le
lenti sono lavorate ad altissima precisione e sono trattate con
rivestimenti sofisticatissimi per garantire la massima trasmissione
luminosa, il miglior contrasto e la più alta fedeltà
dei colori.
Chi oggi usa un lungo di alto livello sa che anche all’alba come
all’imbrunire può contare su immagini nitide e luminose,
perfettamente definite anche ad alti ingrandimenti.
I più importanti produttori già da tempo hanno anche
colto l’esigenza di associare alle prestazioni ottiche ed alla necessaria
robustezza la cura nel design, inteso sia come maneggevolezza e
semplicità d’uso, ma anche come puro concetto estetico di
offrire orgoglio e piacere a chi possiede un certo prodotto. I migliori
spektiv moderni hanno un aspetto compatto, sono interamente rivestiti
in gomma antiscivolo (e antifreddo…), hanno colori esterni compatibili
con quelli della natura, facilità di messa a fuoco, oculari
adattabili a chi porta gli occhiali ed altre funzionalità
non indispensabili ma altamente apprezzate e ormai quasi sempre
“pretese” dal sempre più esigente utilizzatore.
Ma grazie alle eccezionali prestazioni ottiche oggi l’innovazione
nei cannocchiali da osservazione va sempre più verso la ricerca
di nuove possibilità d’uso, la più affascinante ed
importante delle quali è la fotografia.
Da anni è possibile collegare il corpo dei migliori cannocchiali
da osservazione a quello delle macchine reflex, tramite un piccolo
e leggero sistema di lenti chiamato TLS800 che trasforma un cannocchiale
estensibile (ad esempio il CTS 85) o compatto (come l’ATS o STS
Swarovski) in un potente teleobiettivo da 800 mm. Il risultato sono
fotografie ad elevati ingrandimenti ed altissima definizione, scattate
con semplicità e senza fare ricorso agli enormi e costosissimi
superteleobiettivi classici da fotografia.
E’ in campo digitale che sta avvenendo la vera rivoluzione, anche
grazie alla disponibilità in commercio a prezzi contenuti
di fotocamere digitali compatte di qualità elevata (oltre
i 3 megapixel), che permettono a differenza delle macchine tradizionali
di effettuare decine di fotografie per poi sceglierne a cuor leggero
e senza attese per lo sviluppo anche una sola e magari ritoccarla
a computer per correggere il minimo difetto.
Oltre a questo la “rivoluzione” digitale ha un potenziale di soddisfazione
eccezionale per il cacciatore in quanto l’oculare del lungo che
garantisce fino a 60 ingrandimenti non viene staccato come nella
reflex ma rimane parte integrante del complesso lungo-fotocamera,
garantendo ingrandimenti veramente mostruosi. Basti pensare che
con il massimo degli ingrandimenti in questo caso un cervo ritratto
a 400 metri di distanza occuperebbe con la sua mole buona parte
della fotografia…
E’ sufficiente quindi infilare nello zaino oltre al proprio inseparabile
lungo una digitale compatta di medio-buona qualità ed un
adattatore che consenta il “matrimonio” in questione.
Esistono due tipi di adattatori: il più semplice (“DCA” ovvero
“Digital Camera Adapter”) si avvita alla filettatura dell’obiettivo
della digitale e si infila quindi sull’oculare del cannocchiale
(ATS, STS o CTS). Anche se il DCA è completo di 4 anelli
di diametri diversi, nel caso raro in cui la fotocamera non sia
comunque compatibile con alcuno di questi si possono acquistare
per pochi euro dei riduttori di diametro fabbricati da tutte le
migliori case produttrici di macchine fotografiche.
Quando si trova un soggetto “degno” della nostra fotografia basta
infilare l’insieme fotocamera+DCA sull’oculare del lungo ed in pochi
momenti si è in grado di scattare.
L’ultima frontiera è rappresentata però dal “DCB”
(o “Digital Camera Base”), che elimina il problema di poter usare
il lungo solo alternativamente per osservare o fotografare. Con
questo strumento si passa dall’osservazione allo scatto letteralmente
in un secondo. Il “DCB" si avvita alla digitale ad una estremità,
mentre all’altra è di forma circolare per infilarsi saldamente
sull’oculare senza però coprirlo. La sua struttura robusta
e basculante permette di abbassare in un attimo la digitale sull’oculare
in posizione di scatto con la massima precisione in un tempo rapidissimo,
senza perdere quindi i secondi preziosi che a volte potrebbero far
perdere la possibilità di fotografare.
Attenzione nell’acquisto del lungo ad assicurarsi che il prodotto
sia di altissima qualità, altrimenti le fotografie amplificheranno
impietosamente in modo inaccettabile i difetti con cui ci si può
rassegnare a convivere se ci si limita all’osservazione. Importante
poi che la casa produttrice metta a disposizione anche gli adattatori,
e che il lungo stesso (di forma circolare contro quella rettangolare
della fotocamera) garantisca la possibilità di avere - semplicemente
“zoomando” con la digitale – la completa eliminazione della “vignettatura”,
ovvero l’ottenimento di immagini rotonde con tutto il resto della
fotografia completamente nero. E qui le sorprese negative arrivano
anche da marche di grande prestigio…
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