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La gazza (Pica pica)

La gazza in volo battuto emette un rumoroso cicaleccio, poi con una planata scende nel prato tenendo alta la coda rastremata per evitarne il contatto col suolo. Guardinga e circospetta perlustra l’area facendo pesanti saltelli, raccoglie nel becco la polpa di un frutto e di nuovo si alza in volo sfarfallante per raggiungere l’albero dove conserva scorte di cibo che consumerà in seguito.

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La gazza (Pica pica, LINNAEUS, 1758) è un passeriforme della famiglia dei corvidi, comune in tutta Europa ed estremamente adattabile, in grado di popolare sia ambienti aperti con presenza di alberi isolati sia aree antropizzate, avendo una dieta molto opportunistica. Straordinaria plasticità ecologica e grande curiosità sono le caratteristiche tipiche di questo uccello considerato tra gli animali più intelligenti in assoluto. Le gazze mostrano infatti flessibilità mentale e cognizione sociale, capacità di immaginazione e ragionamento, memoria episodica e capacità di utilizzare strumenti, autoconsapevolezza e rituali sociali complessi (ad esempio i rituali funebri in cui le gazze, raggruppate attorno al corpo di una gazza morta, si accucciano sull’erba). È un volatile che, sfruttando tutte le risorse alimentari del territorio in cui vive, svolge diversi servizi ecosistemici come predatore, necrofago o semplice raccoglitore di frutta e di semi. Questa specie può tuttavia essere responsabile di: prelievi in agricoltura, danni agli elettrodotti (quando costruisce i nidi sui tralicci) e predazione sulle covate di altre specie (anche da qui la fama di “ladra”) che potrebbe potenzialmente interferire sul tasso annuo di natalità dei giovani. Proprio perché ritenuta colpevole del calo dei passeriformi la gazza è stata per molto tempo demonizzata, ma in realtà l’impatto negativo sui nidi delle altre specie riguarda una piccola proporzione con effetto complessivo trascurabile.

Tecniche gestionali potrebbero prevedere: censimenti e monitoraggi, gestione ambientale e protezione dei nidi (esiste una relazione inversa tra grado di copertura vegetale e ammontare di predazione operata dalla gazza ai nidi), l’eliminazione delle fonti alimentari di facile accesso (ad esempio discariche), l’utilizzo di uova “zimbello” iniettate con sostanze sgradevoli al fine di disincentivarne la predazione, l’utilizzo di dissuasori ad azione acustica e/o visiva. Tecniche di controllo indiretto (che agiscono sulla disponibilità di risorse) risultano quindi più efficaci soprattutto nel caso di corvidi, uccelli distribuiti sul territorio con densità così consistenti che interventi di controllo diretto porterebbero risultati limitati sia nel tempo che nello spazio. Le gazze sono vulnerabili ai pesticidi, ma non ci sono minacce significative e nella Lista Rossa 2018 della IUCN compaiono come LC (Minor Preoccupazione).

            Se da un lato fotografare una gazza potrebbe sembrare semplice data la sua estrema territorialità e diffusione in ambienti antropizzati, dall’altro questo uccello si dimostra un soggetto abbastanza difficile, sia per la sua diffidenza sia perché il colore nero della testa maschera spesso i contorni dell’occhio. Una buona strategia per riuscire a portare a casa qualche scatto potrebbe essere l’appostamento a distanza, lontano dallo sguardo indagatore e attento di questa specie.

Marina Guglielmi
Sono nata a Napoli e vivo in provincia di Avellino, nel verde del Parco Regionale del Partenio. Sin da piccola sono stata attratta dalla natura e dagli animali dedicandomi anche alla scrittura, al disegno e alla fotografia. La mia forte passione per la fotografia naturalistica mi ha fatto scoprire il bello delle lunghe attese per ricercare lo scatto perfetto. Ho sempre puntato ad unire le mie passioni coniugando l'arte e lo studio della natura e del comportamento animale. Credo che una buona fotografia sia il mezzo più potente per trasmettere un pensiero o una particolare emozione, e anche capace strumento di divulgazione e sensibilizzazione che può arrivare a tutti.

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