DDL 1552

  Un cielo senza uccelli?

 

Il disegno di legge 1552 approvato dal Senato sta sollevando la motivata opposizione delle principali associazioni ambientalistiche e protezionistiche non solo italiane, ma anche europee, e tra queste AFNI.

Il passo successivo sarà la discussione alla Camera e, nel caso il DDL 1552 passasse saremo veramente a rischio di avere un cielo senza uccelli, una primavera silenziosa e per terra, cacciatori praticamente ovunque, dai valichi montani al demanio marittimo, in ogni luogo e in ogni stagione. Il tutto con grave rischio per l’incolumità di chi vuole godersi la natura senza impallinarla e senza essere impallinato. E questa non è un’esagerazione!

Ecco infatti i punti più critici del DDL1552:

 

Ripresa dell’uccellagione: Il provvedimento allenta le maglie sulla cattura di uccelli selvatici tramite impianti e reti, una pratica condannata dall’Unione Europea perché considerata non selettiva e crudele.

 

Liberalizzazione dell’uso di richiami vivi: Si prevede la possibilità di utilizzare fino a 40 esemplari di uccelli in gabbia per appostamento, eliminando del tutto i limiti numerici per i richiami nati e allevati in cattività.

Pareri ISPRA depotenziati: I pareri scientifici dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, attualmente vincolanti per i calendari venatori, diventano meramente consultivi. La decisione finale passa nelle mani delle Regioni.

Stagione di caccia più lunga: Viene eliminato il limite massimo del 10 febbraio, permettendo la caccia anche durante il delicato periodo delle migrazioni prenuziali e della riproduzione degli uccelli.

Aree vietate ridotte: Si estende la caccia a zone precedentemente protette e precluse, come foreste demaniali, valichi montani e demanio marittimo

Più specie cacciabili: Viene ampliato l’elenco degli animali cacciabili e, in alcune circostanze, è consentita la caccia in braccata sulla neve e la caccia di notte!

Rilievi dell’Unione Europea: Il provvedimento è stato oggetto di osservazioni critiche da parte della Commissione Europea, che ha già segnalato il potenziale contrasto con la Direttiva Uccelli e la Direttiva Habitat.

Come Associazione dei Fotografi Naturalisti Italiani esprimiamo la nostra decisa opposizione al DDL1552. Invitiamo caldamente i cacciatori a sostituire il fucile con il teleobiettivo, usato sempre nel più incondizionato rispetto della natura, degli animali e dell’ambiente, come prevede lo statuto di AFNI.

Invitiamo tutti quelli che come noi amano la Natura e gli animali a condividere questo messaggio e tutti i messaggi simili che stanno provenendo dalle associazioni ambientaliste con cui collaboriamo e dalla maggioranza degli Italiani che non vogliono la caccia delineata dal DDL1552, che riporterebbe l’Italia a quel deserto faunistico che era negli anni’60-’70 del secolo scorso!



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